Basilica di San Pietro

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Basilica di San Pietro

Basilica di San Pietro

La Basilica di San Pietro incombe sulla città di Roma con la sua enorme e, un tempo, con un alto campanile con in cima il celebre gallo d’oro, il cui canto si credeva che un giorno avrebbe annunciato la fine del mondo.

Questa antica Basilica di San Pietro in Vaticano, dove Carlo Magno e Federico II furono incoronati imperatori, stava cadendo a pezzi nel Quattrocento, quando i papi e gli artisti del Rinascimento progettarono di sostituirla.

Il primo ad occuparsene fu Niccolò V, il quale, intorno al 1450, concepì un progetto neroniano per il Vaticano, dieci volte più grande di qualsiasi cosa che i suoi predecessori potessero anche solo contemplare – un complesso che si estendeva fino a Castel Sant’Angelo.

Basilica di San Pietro basilica di san pietro - Basilica di San Pietro

Basilica di San Pietro

Fu Giulio II, il quale si rese conto che la basilica non aveva abbastanza spazio per contenere la sua tomba, che commissionò al Bramante la demolizione della vecchia chiesa e la costruzione di una completamente nuova.

Il suo primo progetto prevedeva una grande cupola posta al centro di una pianta a croce greca. Michelangelo, che assunse la direzione dei lavori nel 1546, era fondamentalmente d’accordo col progetto, e se avesse potuto avere carta bianca, la basilica di San Pietro sarebbe stato quel coronamento dell’arte rinascimentale che tutti speravano.

La modifica più significativa avvenne nel 1605, quando Paolo V e i suoi cardinali dopo tutto decisero per una croce latina.

A Carlo Maderno fu affidato il compito di demolire il portico dell’antica basilica per ampliare la navata, che aveva l’imprevisto effetto di bloccare la veduta della cupola, e progettò la facciata (1612) immortalandovi il nome di Paolo V.

Tuttavia Maderno non può essere biasimato per la sproporzione nell’ampiezza: Bernini, a cui fu affidata invece la decorazione degli interni, ebbe la brillante idea di aggiungere due campanili alle estremità che si rivelarono un tale fallimento da dover essere incorporati alla stessa altezza della facciata del Maderno.

Al centro si trova il balcone da cui il papa a Pasqua e a Natale fa la sua benedizione Urbi et Orbi.

Il 18 novembre 1626, presumibilmente nel 1300esimo anniversario dalla costruzione della prima basilica, Urbano VIII consacrò la nuova Basilica di San Pietro.

Il nostro tour Basilica di San Pietro prosegue dopo aver superato le guardie di sicurezza, che si assicureranno anche che indossiate abiti appropriati, giungerete al Portico.

Presso il Portico potrete ammirare alcune delle migliori opere artistiche di San Pietro, a partire dalla più antica e più ardua da individuare, il mosaico di Giotto del 1298 che raffigura Cristo che cammina sull’acqua, chiamato la Navicella, situato nel timpano al di sopra della porta principale, che ha subito talmente tanti interventi di restauro da non essere rimasto pressochè niente dell’opera originale.

Sull’estrema destra del Portico vi è la statua equestre di Costantino ad opera del Bernini, che raffigura l’episodio dell’apparizione della croce all’Imperatore.

Per entrare nella Basilica di San Pietro vi sono cinque porte in bronzo, ad opera di alcuni dei migliori scultori italiani.

La Porta Santa, aperta solo in occasione di un Giubileo (1950, di Vico Consorti); segue quella di Venanzio Crocetti (1968); la celebre porta principale, risalente all’antica basilica e realizzata da Antonio Filarete (1439-45), con scene del pontificato di Eugenio IV, il quale tenne un concilio ecumenico a Firenze nel 1441, con l’intento di conciliare le differenze tra la Chiesa d’Oriente e d’Occidente e ostacolare la minaccia turca; vi si può riconoscere l’Imperatore Giovanni Paleologo dal copricapo a punta, e monaci etiopi che rendono omaggio a Eugenio.

In basso vi si possono vedere Filarete coi suoi allievi che danzano al di sotto di un’insolita firma dell’artista in latino semplificato.

La porta successiva è di Giacomo Manzù (1963), con strazianti scene di morte emartirio.

Nell’ultima porta della Basilica di San Pietro ad opera di Luciano Minguzzi (1977), è raffigurato un particolare e affascinante riccio.

La statua equestre a sinistra è di Carlo Magno, ad opera di Cornacchini: vi sono quindi due cavalieri nel Portico, nel caso a qualcuno degli enormi santi in marmo venga voglia di giocare a scacchi.

Il pavimento del Portico fu realizzato dall’instancabile Bernini, e dinanzi all’entrata centrale campeggia lo stemma di Giovanni XXIII di Manzù, per commemorare il Concilio Vaticano II del 1962.

 

La Pietà di Michelangelo nella Basilica di San Pietro

La migliore opera d’arte si trova proprio all’ingresso della Basilica di San Pietro, all’interno della prima cappella sulla destra: la celebre Pietà di Michelangelo, che è stata recentemente restaurata e protetta attraverso una vetrata da eventuali nuovi folli.

Terminata nel 1499, quando aveva solo 25 anni, la statua accrebbe la fama dell’artista.

Le forme affusolate ed eleganti del complesso scultoreo, il realismo della morte del Cristo e del dolore della Vergine si sublimano ad un livello conosciuto solo ai santi e agli artisti, e segnò un punto di svolta nell’arte religiosa che stava allora sfociando nei caratteri del Barocco. La Pietà è l’unica opera che l’artista firmò: decise di firmarla dopo ever sentito un gruppo di turisti di Milano dire che la Pietà fosse opera di un loro concittadino.

Michelangelo scolpì la Pietà per l’ambasciatore francese e nessuna delle opere commissionate per la Basilica di San Pietro ne è all’altezza.

Quando la Basilica di San Pietro fu terminata, i grandi artisti del Rinascimento non c’erano ormai più, le loro opere erano state rimpiazzate dalle statue barocche realizzate in serie e dagli enormi dipinti della controriforma, a turno sostituiti da eterne repliche a mosaico.

 

Antica Necropoli di San Pietro

Nel 1939, quando Pio XII ordinò ai Sanpietrini di abbassare il piano delle Sacre Grotte e costruire una tomba perPio Xl, gli addetti ai lavori scoprirono non solo il piano della Basilica Costantiniana ma, al di sotto della stessa, segni di un’antica necropoli.

Nonostante fosse stata documentata sin dal Bramante, Pio XII fu il primo pontefice a consentire un’esplorazione dell’area (prima di allora i papi avevano temuto di disturbare il riposo di quelle ossa, o ancora peggio, di constatare che i Saraceni dopo tutto nell’846 avevano trafugato le reliquie di San Pietro).

Durante la guerra, gli scavi proseguirono in segreto, portando alla luce uno sei più importanti tesori di tutta Roma: l’Antica Necropoli di San Pietro, un immacolato percorso di tombe pagane e cristiane, costruite intorno a quelle dell’Apostolo.